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In questo esperimento un relè viene eccitato e diseccitato con una sequenza rapida di comandi on-off.

Quando si usa un pulsante manovrato a mano per comandare un relè, in genere, non si ha la velocità necessaria per osservare il limite della frequenza di risposta a comandi in rapida successione.

Un modo efficace è quello di comandarlo elettronicamente facendo uso di un dispositivo che produce alternativamente le due tensioni necessarie a comandarlo:

  • la tensione nominale di alimentazione,
  • la tensione nulla o l'interruzione del circuito.

 

È quello che si va a fare utilizzando una scheda Arduino per il comando ed un MOSFET per il pilotaggio di un relè a 12 V che assorbe più di 40 mA.

 

Altri particolari sullo schema usato per il circuito di potenza sono riepilogati in questo articolo link1.

Si utilizza Arduino come illustrato nella scheda su allegata per produrre impulsi a frequenza variabile agendo sul ritardo comandato per mezzo di un trimmer.

La prova è riprodotta in questo video: in rosso è visibile la tensione sulla bobina, in giallo la tensione sul LED:

Punti notevoli del video:

000: il ticchettìo è dovuto al relè quando l'ancora torna nella posizione di riposo;

022: si siminuisce il ritardo per aumentare al frequenza, si sente un ticchettìo più rapido;

045: il periodo è di 14 ms e la frequenza è di 71 Hz circa;

051: un dettaglio a 2 ms/div mostra il ritardo della commutazione (in giallo che misura la tensione sul LED) rispetto all'impulso (in rosso che misura la tensione di alimentazione della bobina) e la presenza di rapide variazioni di tensine sul LED (sono dovuti ai rimbalzi dei contatti);

062: la frequenza è troppo alta (oltre 100 Hz), il relè rimane agganciato: anche se la tensione di comando varia ad impulsi (rosso) la tensione sul LED (giallo) resta fissa;

068: la frequenza viene abbassata;

087: si intravede anche un rimbalzo in apertura.

 

Per tutta la prova la tensione misurata dal tester si aggira tra 6 e 7 V. La tensione diende dal rapporto di intermittenza (duty cycle) e non dalla frequenza.

Le oscillazioni del valore sono spiegabili con il modo di funzionare del tester che ha un ADC interno. 

 

 

 

 

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